La sostenibilità ambientale è anche economica

Il dibattito sulla “transizione ecologica”, a livello di opinione pubblica, si concentra spesso sulle fonti energetiche. Per le aziende però, questa è solo una parte del tema sostenibilità e non è necessariamente quello che ha maggiori elementi di criticità. Come stanno dimostrando le recenti vicende che coinvolgono i mercati dell’energia, le fluttuazioni nei costi di approvvigionamento colpiscono con sempre maggiore intensità i reparti tecnologici.

Il caso del Kazakistan è emblematico: non solo l’attività di mining di criptovalute sembra aver giocato un ruolo di primo piano nell’impennata dei costi energetici, ma la ricaduta degli aumenti ha avuto un (immediato) pesante impatto sull’attività stesso dei soggetti che operano nel settore. Certo, si tratta di un caso limite, ma le stesse dinamiche finiscono per interessare tutte le aziende che, in misura maggiore o minore, si trovano a fare i conti con una gestione delle infrastrutture IT che “pesa” sempre di più anche in termini di consumi.

L’efficientamento energetico, di conseguenza, non può più essere considerato un lusso o un adempimento con semplici motivazioni etiche, ma un investimento che garantisce un maggiore livello di stabilità e sostenibilità per far fronte a eventuali “scossoni” legati al settore dell’energia. Qualcuno ci ha scherzato su, dicendo che è necessario “diventare più green per non rischiare di restare al verde”. Al di là del gioco di parole, l’affermazione contiene una grande verità. Innovare (e rinnovare) le infrastrutture IT adottando tecnologie di nuova generazione, che migliorano le performance e contribuiscono direttamente o indirettamente a ottimizzare i consumi energetici, diventa quindi una priorità per qualsiasi impresa.

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