Log4Shell: un campanello d’allarme per tutti

Qualcuno avrebbe mai immaginato che, di colpo, migliaia di amministratori IT non riescano a dormire a causa di una libreria open source di Apache per la gestione dei log in ambiente Java? È successo. Non solo: è probabile che l’emergenza legata a Log4j durerà ancora per un po’.

La vulnerabilità individuata dai ricercatori (ma a quanto pare ci hanno pensato prima i pirati) tocca infatti un componente che è inserito in migliaia di applicazioni e servizi che utilizzano Java. Tanto più che la falla di sicurezza è estremamente grave: consente infatti di prendere l’assoluto controllo di un server inviando una semplice stringa di codice. L’allarme è ai massimi livelli e la preoccupazione degli esperti di sicurezza non è tanto legata alla soluzione (è già disponibile una patch che permette di correggere la vulnerabilità) quanto alla reattività delle aziende nell’applicare l’aggiornamento alla versione 2.15, che “anestetizza” il problema. Il caso Log4Shell, però, non è un semplice incidente di percorso: è la dimostrazione cristallina di un fenomeno che nel settore della cyber security è da tempo sotto la lente d’ingrandimento: il fatto, cioè, che i sistemi digitali delle imprese sono ormai estremamente stratificati e poggiano le loro fondamenta su componenti che in molti casi rischiano di finire in una sorta di “area grigia” e di cui nessuno si prende cura. È qui, spiegano gli esperti, che ha la sua ricaduta il livello di innovazione che le aziende sono state in grado di mettere in campo. Chi ha adottato le tecnologie più avanzate per il monitoraggio e la gestione dei suoi sistemi, infatti, avrà la possibilità di intervenire con tempestività per mitigare il rischio di attacchi. Chi continua a utilizzare un approccio tradizionale, rischia di trovarsi in una situazione in cui non è nemmeno in grado di capire se sia vulnerabile o meno.

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