Nel 2022 la differenza la fanno le tecnologie

Nuovo anno e tempo di previsioni. Tra le più interessanti, ci sono quelle raccolte nel documento “Predictions 2022” di Forrester, società di analisi statunitense che rappresenta da tempo un punto di riferimento per aziende e imprese. Nei dodici punti trattati dagli autori dello studio, ce ne sono alcuni che spiccano per rappresentare dei veri e propri “spartiacque” verso il futuro. Tra questi sicuramente la maggiore propensione al digitale da parte dei consumatori, che secondo Forrester porterà l’80% delle persone ad accedere “normalmente” alla sfera digitale per ottenere beni e servizi. Attenzione anche al tema dell’accessibilità, che in Stati Uniti e Canada potrà fruire di finanziamenti di 10 miliardi di dollari. Le vere sfide, però, si affronteranno sia a livello di sviluppo del cloud-native (secondo Forrester verrà scelto dal 50% delle aziende per implementare i servizi digitali) e dal lavoro ibrido. In questo campo, la previsione è più articolata.

Gli autori prevedono che un 10% di aziende punterà su una forma di remote working “completo”, mentre il 60% si orienterà verso un modello ibrido. Sarà questa seconda categoria a dover affrontare la sfida più impegnativa. Secondo gli analisti, infatti, per avere successo è infatti indispensabile fare un cambio di prospettiva che permetta di abbandonare le vecchie modalità e adottare forme di organizzazione e collaborazione in linea con la nuova realtà. Sotto questo punto di vista, per le aziende sarà fondamentale dotarsi di strumenti e tecnologie adeguate, che permettano di sfruttare al massimo i vantaggi dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture decentralizzate. Sarà un anno interessante.

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