Tra i due litiganti il terzo gode?

È un periodo strano per chi si occupa di nuove tecnologie. Negli ultimi mesi, infatti, il settore è stato “attraversato” da un cambiamento che sembra poter cambiare le carte in tavola e trasformare il mercato stesso dell’Information Technology. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che sta vivendo una serie di evoluzioni inaspettate fino a qualche anno fa, rischia infatti di segmentare le supply chain in una logica molto più “nazionalista”.

In altre parole, è prevedibile che la concorrenza nel settore IT si faccia molto più aspra, con la nascita di barriere che modificheranno profondamente tutte le dinamiche, dallo sviluppo alla distribuzione. La conferma è arrivata anche a margine dell’audizione avanti il Congresso USA dei giganti del Web (Apple, Amazon, Google e Facebook) che non hanno mancato di rimarcare in più passaggi la loro “americanità”.

In questo scenario, i paesi europei e le loro aziende dovranno trovare il modo di collocarsi al meglio e, forse, si troveranno di fronte a un’opportunità: quella di poter attingere al meglio delle produzioni di entrambi i “blocchi” a seconda delle esigenze. Esiste però anche un rischio, che coinvolge l’intero settore. In un mondo “spaccato in due” potrebbe diventare molto più difficile proseguire su quella strada che negli ultimi anni ha consentito di creare standard condivisi e innescare partnership che hanno senza dubbio accelerato l’evoluzione di molte tecnologie.

Anche qui, chi opera su territori “neutrali” avrà un ruolo di primo piano per favorire quei processi virtuosi che possono impedire un rallentamento nell’innovazione. Esiste un proverbio cinese, per la verità interpretato comunemente come una velata minaccia, che suona così: “ti auguro di vivere tempi interessanti”. Quelli che abbiamo di fronte lo sono certamente. Il tempo (e la nostra capacità) ci diranno dove ci porteranno.

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